Friday, July 20, 2012

 
Ripercussioni del Mar Teudizco ---------------------------------------------------------------------------------------- Talvolta il tempo recede, rallenta e quasi si ferma, o all'improvviso, come onda che riemerge e si inanella attorno a se stessa, riappare, riprende e poi accelera, ma tu con begli occhi guardi in basso e sorridi e, eseguendo un giro su te stesso, per sdrammatizzare, sostieni leggero che questo arduo presentimento dell'anima è solo una nuga, una vaga e momentanea impressione, la vuota sensazione di un attimo, l'improbabile eco di perduti anni infantili, ovvero uno stagionale giramento di testa. E invece in tale capogiro si tratta, lo sai, ad ogni istante, del ripetersi di rotazioni  impronunciabili, di inversioni remote come il giorno e la notte, di figli che generano le proprie madri, di repentini passaggi fluviali, di transiti simultanei in meandri palindromi ed in reciproche intercapedini temporali, dell'alternarsi di proteiformi medesimezze che si fondono e dissolvono. È il brusio amebeo dell'aiôn più profondo che permane vertiginoso in se stesso e sussurra al molteplice chrónos la compiuta riesecuzione della sua lunga e bustrofedica via. Ma tu, proprio tu, anche ora, socchiudi i begli occhi e, mimando un giro intorno a me stesso, continui impavidamente a sorriderne. ----------------------------------------- ------------------------------------------

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